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venerdì, 29 giugno 2007

http://www.apres-developpement.org/participer/Logo-ue.gif 

Generazione Attiva fa partire una  campagna di sensibilizzazione sostenuta dall'Unione Europea che comprende un’indagine demoscopica.

Bruxelles - 27 Giugno 2007 - Per i giovani, l’alcool è la causa del 50% degli 8000 decessi (“attivi e passivi”) per incidenti stradali e della metà dei 170.000 ricoveri e delle 20.000 invalidità permanenti quale conseguenza evitabile di una guida in stato di ebbrezza.

L’Unione Europea tramite la Direzione Generale Sanco ( Salute e consumatori) ha deciso di avviare indagini, studi e campagne  mirati a sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolar modo i giovani sui rischi legati all’uso/abuso dell’alcool. La Direzione generale (DG SANCO) della Commissione Europea è del parere che azioni volontarie condotte e gestita proprio dia giovani possano fornire un valido contributo per fare suggerimenti che partano proprio dai diretti interessati. Già dall’Italia e precisamente dalla Riviera Romagnola è partita un’azione pilota “ liberi di bere : liberi di vivere”  proponendo ai giovani che frequentano bar e discoteche , di accettare in alternativa bevande a base prevalente di frutta e verdura.

Anna Bartolini, rappresentante  italiana  nell’ECCG (Consiglio consultivo dei consumatori ) della UE ha chiesto a Generazione attiva, associazione nazionale indipendente a difesa dei consumatori, di partecipare a questa nuova azione per la salute, svolgendo un  sondaggio/indagine per sensibilizzare i giovani ai rischi legati all’uso/abuso dell’alcool.In altre parole vogliamo che i giovani in prima persona suggeriscano eventuali e possibili azioni che a loro avviso possano arginare questo fenomeno.

Generazione Attiva e l’Unione Europea invitano il maggior numero possibile di giovani a partecipare al breve sondaggio anonimo mirato a comprendere la gravità del fenomeno e le principali cause ed in prospettiva le soluzioni da adottare per cercare di emarginare il problema.

Un minuto del vostro tempo può salvare 4mila giovani vite all’anno!

Partecipa al sondaggio/indagine!

Aggiornato da: GenerazAttiva alle ore 12:06 | link | commenti (2)
categoria: comunicati stampa
martedì, 26 giugno 2007
Inviato da ziagrariama

 Aiutiamo Letizia: non possiamo perdere tempo!

Bisogna fare in fretta, la piccola Letizia non può aspettare. Letizia è una bambina di quattro anni (è nata il 31 luglio 2003) affetta da leucodistrofia matacromatica, una patologia degenerativa che fa perdere progressivamente al bambino colpito le funzioni vitali come il camminare,il parlare, la vista l’udito e le facoltà cognitive fino a spegnersi in uno stato vegetativo e il successivo decesso.
Mediante la rete informatica la famiglia di Letizia scopre che a Camden (New Jersey) una ricercatrice italiana, la Dr.ssa Paola Leone ha messo a punto una terapia genica sperimentale che potrebbe bloccare le conseguenze degenerative di questa malattia. La ricercatrice si conferma disponibile a mettere a parte dei suoi studi anche Letizia a patto che dal Gaslini di Genova giungano a disposizione i risultati degli esami della Dr.ssa Di Rocco che sono fondamentali per stabilire la terapia genica e i dosaggi relativi. Ora è fondamentale raccogliere i fondi necessari alla famiglia per poter curare la piccola Letizia, la famiglia è un gruppo di amici hanno fondato un comitato con lo scopo di raccogliere il denaro necessario. Anche una piccola somma è decisiva. Sul sito trovate il contocorrente, o altro per creare iniziative a sostegno della raccolta fondi ed i banner da inserire sui siti e sui blog.

Aggiornato da: vegekuu alle ore 22:28 | link | commenti
categoria: le vostre segnalazioni
lunedì, 25 giugno 2007
C'E' CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l'accusa di anticlericalismo. L'anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell'Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l'esenzione del pagamento dell'Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana.

Varato nel '92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell'Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell'anno scorso.
Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l'Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall'onorevole Maurizio Turco.

I resistenti laici avevano proposto di limitare l'esenzione dell'Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività "non esclusivamente commerciali".

Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l'Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l'erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati.
Aggiornato da: vegekuu alle ore 11:43 | link | commenti
categoria: le vostre notizie
giovedì, 21 giugno 2007

Ricevo oggi questo messaggio - Con preghiera di pubblicazione

ESPOSTO - DENUNCIA

20 Giugno 2007 - Presentato in data odierna,  inviandolo alla procura di Roma, e ad altri interessati, esposto/denuncia, dall’Avv. Angela Aliani, del Foro di Bari, incaricata da alcune famiglie dei bambini scomparsi italiani a fare chiarezza inerente ai fondi stanziati dalla Comunità Europea a quelle strutture che dovevano interessarsi delle famiglie ed alla ricerca dei bambini, ma che ad oggi, in Italia nulla si è fatto e mai ricevuto da tali strutture, non solo, tali strutture non erano nemmeno conosciute dalle famiglie stesse, che sempre hanno lottato da sole e di "propria tasca".

Chiedono quindi che sia esperita l’indagine in ordine ai fatti denunciati, e se del caso, ove raggiunta la prova delle responsabilità di alcuno, che gli interessati siano perseguiti per legge.

COMITATO
TROVIAMO I BAMBINI.

www.troviamoibambini.it
MOBILE 392.5992515

Aggiornato da: vegekuu alle ore 13:21 | link | commenti
categoria: le vostre segnalazioni
martedì, 19 giugno 2007

To:  Governo italiano, Premier Romano Prodi, Ministro degli Affari Esteri Massimo D'Alema, Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Governo filippino, Presidente Arroyo

Il sacerdote italiano, Giancarlo Bossi, 57 anni, è stato rapito nella citta costiera di Payao, nella provincia meridionale di Zamboanga, una zona infestata da gruppi armati di ribelli islamici, alcuni legati ad Al Qaida.
Il portavoce militare Eugene Bataara sostiene che il missionario sia stato rapito da frange dissidenti del Fronte Moro di liberazione islamico (Milf), responsabile di altri sequestri in passato.

Le forze di sicurezza filippine stanno verificando alcune informazioni secondo le quali Padre Bossi sarebbe stato visto a bordo di una barca con un gruppo di uomini armati. Al momento (12 giugno 2007) non è stata ricevuta alcuna richiesta di riscatto e questo fa credere che il missionario si trovi ancora nella regione, secondo i responsabili della polizia. Alle ricerche partecipano anche forze americane e un aereo spia Usa.

Questo appello è rivolto prima di tutto ai rapitori, per la liberazione immediata e incondizionata di don Bossi e, in secondo luogo, a tutte le autorità competenti, con l'auspicio che sia compiuto ogni sforzo rivolto alla ilberazione dell'ostaggio.

LIBERATE DON GIANCARO BOSSI!

Sincerely,

Clicca qui per firmare la petizione!

Aggiornato da: vegekuu alle ore 15:04 | link | commenti (1)
categoria: le vostre petizioni
domenica, 17 giugno 2007

GENOVA - Un bambino italiano che guarda in media tre ore di televisione al giorno subisce circa 32.850 pubblicità di alimenti nell'arco di un anno, uno spot ogni 5 minuti (uno ogni 10 nel resto d'Europa). E' il dato più eclatante emerso dalla ricerca "in bocca al lupo" sui messaggi pubblicitari di alimenti e bevande trasmessi in Italia e in Europa nelle fascia oraria 16-19, quella protetta. L'indagine, commissionata da Coop all'Università di Roma Tre in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia nell'ambito della campagna di promozione delle buone abitudini alimentari e motorie "Alimenta il tuo benessere", è stata presentata oggi ad un convegno a Palazzo Ducale di Genova. E' stata Marina d'Amato, sociologa dell'università romana, a illustrare i particolari dello studio. I bambini italiani sono tra i più bombardati d'Europa: il doppio rispetto ad altri paesi europei.

Aggiornato da: vegekuu alle ore 10:55 | link | commenti
categoria: le vostre notizie
sabato, 16 giugno 2007

http://www.unisa.edu.au/unisanews/2005/October/images/IMG_5498.jpgIschia (NA) - 15 giugno 2007 - Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori fa sapere di aver inviato un corposo dossier all'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con il quale si denuncia un sospetto comportamento restrittivo della concorrenza costituito da un cartello sul costo degli sms da parte dei gestori di telefonia mobile italiani.

L'Associazione fa notare come analizzando le diverse offerte commerciali si desume senza difficoltà che il costo di un sms al consumatore sia di 15 Cent. di Euro qualsiasi operatore quest’ultimo decida di scegliere (senza contare le promozioni che prevedono un costo mensile o una tantum). 

 

Il prezzo di un SMS a 15 centesimi di euro è eccessivo, oltre i limiti della decenza, con margini di profitto che non hanno uguali nel mercato delle reti mobili. 

Se è vero quanto fonti ben informate riferiscono ossia che il costo di un SMS per l'operatore non supera un centesimo di euro, il margine di profitto è superiore al 97 per cento.

 

L'Associazione inoltre rileva come negli altri paesi i prezzi sono molto diversi e differenziati da operatore a operatore al contrario che in Italia arrivando in alcuni casi anche a 6 centesimi per sms.

 

In Italia si era detto che il prezzo al pubblico sarebbe sceso, con l'arrivo di operatori virtuali. Ciò purtroppo non sembra stia accadendo. Uno dei nuovi operatori mobili virtuali ad esempio, Coop Voce, prevede un costo per ogni sms di 15 Cent di Euro. Altro che concorrenza!

 

In ragione di quanto esposto Generazione Attiva denuncia un sospetto caso di intesa restrittiva della concorrenza e richiede l'intervento dell'Antitrust per far luce su tutta la vicenda. generazioneattiva.it

Aggiornato da: GenerazAttiva alle ore 17:04 | link | commenti
categoria: comunicati stampa
giovedì, 14 giugno 2007

Grazie a myst per la segnalazione

Tre - costi di ricarica

Grande clamore da parte dei media per l’abolizione dell’orpello tutto italiano conosciuto come “costo di ricarica”. Sono tutti felici: politici, associazioni dei consumatori, utenti. Le compagnie hanno reazioni differenti: c’è chi fa buon viso a cattivo gioco, chi esprime senza mezze parole il suo dissenso.

Tre è la prima ad accogliere le richieste del ministro Bersani, apparentemente di buon grado, eliminando costi di ricarica e scadenza del credito.

Con l’arrivo dell’estate arrivano anche delle simpatiche sorprese! Bentornato costo di ricarica: come si suol dire, fatta la legge, trovato l’inganno. I nuovi piani tariffari di tre italia prevedono due simpatiche “clausole”: o effettui una ricarica al mese e conseguente contributo di 3€, o il piano tariffario scontato viene disattivato a favore di uno piu’ caro.

Ma cosa credono che camminiamo tutti con la sveglia appesa al collo? O effettui una ricarica al mese e paghi 3€ di “orpello” (ovvero il caro, vecchio, costo di ricarica) oppure le telefonate e gli sms che mandi li pagherai di più, e l’”orpello” sarà spalmato su ogni singola operazione.

E dire che se il ministro avesse lasciato l’esposto alla corte europea al suo destino, magari le compagnie telefoniche avrebbero pagata anche qualche multa salata! Invece di essere grati per aver potuto rubare a noi utenti per anni impunemente, provano ancora una volta a fregarci.

Complimenti!

Aggiornato da: GenerazAttiva alle ore 21:49 | link | commenti (1)
categoria: le vostre segnalazioni
giovedì, 14 giugno 2007

BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA) - Un vaglia da un euro spedito ai presidenti delle Camere per contribuire al "sostentamento" di deputati e senatori, una piccola offerta sottratta alla sua magra pensione per "i poveri rappresentanti del popolo italiano". L'iniziativa provocatoria è di un pensionato di 66 anni di Bassano del Grappa, Domenico Grego, che al vaglia inviato a Bertinotti e Marini, come rappresentanti di tutti i parlamentari italiani, ha allegato anche una breve letterina.

"Chi scrive è un pensionato che, come molti, fatica ad arrivare alla fine del mese dopo 40 anni di lavoro - sottolinea la lettera riportata sulle pagine locali del Gazzettino - Ora, vedendo i privilegi dei politici italiani, con il loro record mondiale che detengono in quanto a stipendio, mi vergogno per loro per questa situazione". Il pensionato continua puntando l'indice contro il "dissanguamento che recano all'economia italiana a causa della loro bramosia di sperpero de denaro pubblico" e chiede come i politici possano non rendersene conto. "Mio padre sicuramente si starà rivoltando nella tomba vedendo questa povera Repubblica", conclude Grego, figlio di un uomo che combatté nella Resistenza e che 50 anni fa "invitava a pranzo i poveri che chiedevano l'elemosina". ansa.it

Aggiornato da: vegekuu alle ore 13:42 | link | commenti (1)
categoria: le vostre notizie
mercoledì, 13 giugno 2007


Ischia (NA) - 7 Giugno 2007 - Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori annuncia l’entrata nella rete SOLVIT.
SOLVIT è una rete europea per la risoluzione di problemi del mercato interno, in cui gli Stati membri collaborano per risolvere concretamente i problemi derivanti dall'applicazione scorretta delle norme sul mercato interno da parte delle amministrazioni pubbliche.
I centri SOLVIT possono intervenire per risolvere problemi presentati sia dai cittadini che dalle imprese.

Può capitare che abbiate difficoltà ad ottenere un permesso di soggiorno, a farvi riconoscere diplomi o qualifiche professionali, ad immatricolare l’automobile, oppure possano sorgere questioni inerenti al diritto del lavoro, alla sicurezza sociale, all’imposizione fiscale e ai diritti elettorali. Può inoltre accadere che la vostra impresa debba affrontare ostacoli amministrativi, sottostare a ulteriori condizioni nazionali per quanto riguarda i prodotti che siano già commercializzati in un altro Stato membro o abbia problemi ad ottenere il rimborso dell’IVA.

SOLVIT si occupa, di qualsiasi problema transfrontaliero tra un’impresa o un cittadino, da una parte, e un'amministrazione pubblica nazionale, dall'altra, e che riguarda l’eventuale scorretta applicazione della legislazione comunitaria

Per tutti questi problemi d’ora in poi ci si potrà rivolgere a Generazione Attiva (www.generazioneattiva.it) che provvederà ad inoltrarli alla rete SOLVIT che nel 75% dei casi ha sempre risolto il problema.

[...] continua su www.generazioneattiva.it

Aggiornato da: GenerazAttiva alle ore 16:45 | link | commenti
categoria: comunicati stampa