ROMA - "Sto bene". Così padre Giancarlo Bossi ha rassicurato l'ambasciatore d'Italia a Manila, Anna Fedele Rubens, sulle sue condizioni di salute.MAI TEMUTO PER LA MIA VITA
"Non ho mai avuto la sensazione che mi volessero uccidere, né ho mai ricevuto minacce di morte o violenza di alcun tipo": così padre Giancarlo Bossi racconta alla Misna, l'agenzia di stampa missionaria, i suoi 39 giorni di prigionia. "Mi hanno sempre trattato bene - aggiunge - solo il cibo non era granché, e per questo sono spariti un po' di chili. Ma - spiega - ho anche smesso di fumare: non tocco una sigaretta dal 27 giugno".
"All'inizio i rapitori erano 11, poi alla fine sono rimasti in 5, si sono dichiarati appartenenti al gruppo di Abu Sayyaf e hanno detto di provenire dalla zona di Basilan. Mi hanno sempre portato rispetto".
"Sono stato messo su una barca - ha aggiunto - e ci siamo diretti verso la zona di Lanao del Norte da dove non mi hanno mai spostato". "Abbiamo cambiato un paio di nascondigli in un'area di montagna - prosegue padre Giancarlo - ma non ci siamo mai allontanati da questa zona", che si trova verso la città di Cotabato, sempre sull'isola di Mindanao ma in direzione opposta rispetto a Zamboanga. La polizia - riferisce la Misna - ha confermato che la liberazione è avvenuta al confine tra le province di Lanau del norte e Lanao del Sur. "I miei sequestratori - continua il missionario - sono sempre stati corretti con me. Per capirci parlavamo il dialetto di Sibugay perché non capivo la loro lingua né loro parlavano inglese". Padre Bossi non se la sente, per il momento, di tirare un bilancio sulla vicenda. "Devo ancora pensarci su. Ho bisogno di riflettere e di tanto silenzio. Per ora, posso solo dire una cosa: è una esperienza che non consiglio a nessuno".


















ROMA - Batosta Irpef sul Tfr (trattamento di fine rapporto) nel 2003: con le nuove aliquote che fanno parte del primo modulo della riforma, le tasse per i redditi più bassi scendono di qualche punto, ma le liquidazioni (riferite a redditi inferiori ai 31.855 euro annui) ricevono un salasso fiscale superiore al passato anche del 20 per cento. E la "fregatura" la prenderanno proprio i lavoratori dipendenti a reddito più basso che andranno in pensione quest'anno e nei prossimi tre o quattro. La questione è stata sollevata in un'interrogazione di Giorgio Benvenuto (Ds); sindacati e oppsozioni hanno chiesto una clausola di salvaguardia, ma il governo, finora, ha risposto negativamente.