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venerdì, 23 novembre 2007

Tutto nasce da una denuncia di Generazione Attiva che, prima di rivolgersi a Bruxelles, aveva invano scritto al Ministro Ferrero.

L'immagine “http://www.serviziocivile.it/immagini/scn.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Ischia (NA) - 19 Novembre 2007 - La Commissione Europea intende chiedere chiarimenti alle autorità italiane circa le diseguaglianze concernenti il Servizio Civile. Nel nostro paese, infatti, solo i cittadini italiani possono partecipare al servizio civile, mentre in altri paesi europei, come ad esempio in Spagna ciò è aperto a tutti i cittadini comunitari.
La denuncia, inviata a Bruxelles da Generazione Attiva, è nata dalla segnalazione di un cittadino spagnolo che denunciava come egli non potesse partecipare al Servizio Civile in Italia, nonostante nel suo paese ciò fosse previsto per tutti gli europei.
Generazione Attiva ha cercato, purtroppo invano, di avere risposte dalle autorità italiane, in particolare dal Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero. Risposte che però non sono mai arrivate all'Associazione che quindi ha deciso di denunciare il tutto alla Commissione Europea, che conosciamo come autorità seria ed efficiente.
Andrea D'Ambra, Presidente di Generazione Attiva commenta: "Speriamo ora che il Governo Italiano si decida rapidamente a modificare il del DLGS. 5 aprile 2002 n. 77, che, all'articolo 3, comma 1 stabilisce "Sono ammessi a svolgere il servizio civile, a loro domanda, senza distinzioni di sesso i cittadini italiani, muniti di idoneità fisica, che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il ventottesimo."
E conclude: "Non c'è nulla da fare: per far smuovere le cose nel nostro paese si deve sempre far ricorso all'Unione Europea o a Beppe Grillo". generazioneattiva

Aggiornato da: GenerazAttiva alle ore 12:19 | link | commenti (4)
Commenti
#1   25 Novembre 2007 - 12:45
 
Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione

Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme


Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri” gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti” così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distratti”.


utente anonimo

#2   01 Dicembre 2007 - 22:43
 
importante......
ciao Rita
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#3   04 Dicembre 2007 - 17:06
 
ciao a tutti
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#4   23 Dicembre 2007 - 13:38
 
Felice Natale!
Carolina
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Commenti

categoria: comunicati stampa